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Il rispetto del principio di equivalenza nel caso Transportes Urbanos.

 

Con la sentenza del 26

gennaio 2010 (causa

C-118/08, Transportes

Urbanos), la Corte di

giustizia dell’Unione

europea intervenuta per

delimitare i limiti di inter-

vento degli Stati nei casi

in cui i singoli intendano far

valere il diritto comunitario,

evidenziando l’obbligo di rispettare i principi di equivalenza e di effettività per evitare un diverso trattamento nell’efficacia tra diritto interno e diritto Ue.

Il caso esaminato dai Giudici della Corte europea riguarda una società spagnola aveva tentato di far valere sul piano interno la responsabilità dello Stato per violazione del diritto comunitario.

Infatti, la normativa spagnola in materia di Iva, prevede alcuni limiti per l’esercizio dell’azione di detrazione nel pagamento dell’Iva da parte dei singoli, ritenuti dalla stessa Corte di giustizia Ue, in precedenti giudizi, in contrasto con la sesta direttiva 77/388/Cee in materia di Iva.

La società di trasporti spagnola, volendo ottenere la restituzione dell’Iva indebitamente versata per alcuni esercizi fiscali, aveva quindi avviato un’azione di responsabilità dinanzi al Consiglio dei Ministri nei confronti dello Stato spagnolo.

Ma l’azione non veniva promossa nei termini fissati dal diritto interno.

Di conseguenza, il Governo Spagnolo respingeva la domanda della Transportes Urbanos, considerando che la mancata presentazione nei termini, da parte di quest’ultima, della domanda di restituzione dell’Iva, aveva fatto venir meno il nesso di causalità diretto tra la violazione del diritto dell’Unione contestata allo Stato spagnolo ed il danno asseritamente subìto da detta società.

La decisione di rigetto del Consiglio dei Ministri si fondava sul fatto che le azioni di responsabilità nei confronti dello Stato per violazione del diritto dell’Unione sono soggette ad una norma nazionale di previo esaurimento dei rimedi, amministrativi e giurisdizionali, nei confronti dell’atto pregiudizievole.

Diversamente, il previo esaurimento dei ricorsi interni non è disposto, nell’ordinamento spagnolo, nei casi in cui l’azione di responsabilità sia fondata su una violazione del diritto costituzionale da parte della stessa legge.

Sulla questione, i giudici di Lussemburgo sono giunti a concludere che lo Stato Membro è libero di individuare talune condizioni procedurali nei casi in cui una persona fisica o giuridica intenda far valere in sede giurisdizionale una violazione del diritto Ue al fine di ottenere un risarcimento del danno. Lo Stato, tuttavia, è tenuto a rispettare il principio di equivalenza al fine di assicurare che l’azionabilità della violazione del diritto Ue non sia più difficile rispetto a quella prevista nei casi di contrarietà alla Costituzione.

La Corte di Giustizia europea ha pertanto ritenuto contraria al diritto Ue la previsione della regola del previo esaurimento dei ricorsi interni per contestare la validità di un atto amministrativo, poiché la suddetta regola non è prevista per le azioni di responsabilità dello Stato dovute alla violazione della Costituzione.

 

19 febbraio 2010

 

 

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