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Fondo Patrimoniale: solo la doppia annotazione è opponibile ai creditori.

 

Per evitare che i beni immobili che fanno parte del fondo patrimoniale siano aggredibili dai creditori, i coniugi dovranno effettuare una doppia pubblicità: la trascrizione nei registri immobiliari e l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio.

Ne consegue che, in mancanza di annotazione del fondo patrimoniale a margine dell'atto di matrimonio, il fondo medesimo non e' opponibile ai creditori abbiano iscritto ipoteca sui beni del fondo essendo irrilevante la trascrizione del fondo nei registri della conservatoria dei beni immobili.

Lo ha ribadito una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 21658 del 13.10.2009) per la quale la costituzione del fondo patrimoniale, poiché rientra tra le convenzioni matrimoniali regolate dall’art. 162 c.c., per essere opponibile ai terzi richiede l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio, oltre alla trascrizione prevista dall’art.2647 c.c., ove abbia ad oggetto beni immobili.

In tal modo la giurisprudenza del giudice della legittimità ha ritenuto di non condividere i dubbi che in dottrina erano stati avanzati in ordine alla incongruità del doppio canale di pubblicità, ovvero l’iscrizione immobiliare e l’annotazione nei registri dello Stato civile, nella considerazione che l’istituzione del fondo non rientrasse tra la convenzioni matrimoniali.

La Corte fonda il proprio convincimento su due motivazioni, una di ordine storico e l’altra di ordine sistematico.

Quella di ordine storico prende le mosse dall’abrogazione dell’comma 4 dell’art. 2647 ad opera della legge di riforma del diritto di famiglia n. 151/75.

Se è vero che la norma abrogata faceva dipendere l’opponibilità ai terzi del fondo dalla formalità della trascrizione, allora l’abrogazione di detta norma rende altrettanto evidente l’intento del legislatore di affidare alla trascrizione del fondo la funzione di mera pubblicità notizia, riservando all’annotazione ex art. 162 c.c. l’opponibilità del vincolo.

L’argomentazione di ordine sistematico, invece, si ispira alla sentenza della Corte Costituzionale n. 111/95 che ha dichiarato manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale degli artt. 162 u.c., 2647 e 2915 rispetto agli articoli 29 e 3 della Costituzione nella parte in cui non che l’opponibilità ai terzi del fondo sia determinata unicamente dalla trascrizione dell’atto costitutivo.

Spiega la Consulta che la duplice forma di pubblicità trova fondamento da un lato nel rigore necessario alle deroghe al regime patrimoniale legale e, dall’altro, nell’esigenza di evitare che l’intento di tutelare del patrimonio familiare in favore dei figli fino alla loro maggiore età, possa portare ad un uso distorto dell’istituto e tale da recare mero pregiudizio ai creditori.

Pertanto la costituzione di fondo patrimoniale è sottoposta ad una “pubblicità cumulativa, a fini diversi” la quale determina doppi oneri, sia in capo ai coniugi costituenti - che saranno tenuti all’annotazione nei registri dello stato civile (funzione dichiarativa) ed alla trascrizione (funzione di pubblicità notizia) -, sia in capo ai terzi creditori, che saranno tenuti alla consultazione vuoi dei registri immobiliari, vuoi dei registri dello stato civile.

 

26 novembre 2009

 

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