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I blog e la disciplina sulla libertà di stampa.

A fine Agosto il tribunale di Milano ha parzialmente oscurato un blog a causa di un commento lasciato sul sito in questione da un utente firmatosi con un nome immaginario.

Il magistrato milanese si è mosso dietro querela della persona offesa dal commento pubblicato dal blog.

Su ordine del tribunale, il titolare del blog ha dovuto cancellare non solo il commento incriminato, ma anche l’intero articolo, benché quest’ultimo non fosse offensivo nei confronti del querelante.

Il fatto è di particolare interesse in quanto ad oggi non vi è nel nostro ordinamento una legge in grado di fare chiarezza sull’applicabilità delle norme giuridiche relative agli organi di stampa anche ai siti web a contenuto informativo. Né siamo in grado di ritrovare norme di grado di stabilire se il direttore del sito internet possa considerarsi responsabile in caso di commenti diffamatori lasciati dagli utenti del blog.

Un indirizzo sembra darlo la  sentenza della III Sezione Penale della Cassazione n. 10535 del 10 marzo 2009.

Nella pronuncia, i giudici della Suprema Corte hanno stabilito che i nuovi mezzi di comunicazione del pensiero (newsletter, blog, forum, newsgroup, mailing list, chat, messaggi istantanei, e così via) non possono, tutti in blocco, solo perché tali, essere inclusi nel concetto di stampa ai sensi dell’art. 21, comma 3, Cost., prescindendo dalle caratteristiche specifiche di ciascuno di essi.

I forum, ad esempio, secondo la Cassazione, "non rientrano nella più specifica disciplina della libertà di stampa, ma solo in quella più generale di libertà di manifestazione del proprio pensiero di cui all’art. 21, comma 1, Cost.".

Ciò in quanto, "il semplice fatto che i messaggi e gli interventi siano visionabili da chiunque, o almeno da coloro che si siano registrati nel forum, non fa sì che il forum stesso, che è assimilabile ad un gruppo di discussione, possa essere qualificato come un prodotto editoriale, o come un giornale online, o come una testata giornalistica informatica".

Si tratta quindi di "una semplice area di discussione, dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole ed agli obblighi cui è soggetta la stampa (quale quello di indicazione di un direttore responsabile o di registrazione) o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che l’art. 21, comma 3, Cost. riserva soltanto alla stampa, sia pure latamente intesa, ma non genericamente a qualsiasi mezzo e strumento con cui è possibile manifestare il proprio pensiero".

In definitiva, "i messaggi lasciati su un forum di discussione (che, a seconda dei casi, può essere aperto a tutti indistintamente, o a chiunque si registri con qualsiasi pseudonimo, o a chi si registri previa identificazione) sono equiparabili ai messaggi che potevano e possono essere lasciati in una bacheca (sita in un luogo pubblico, o aperto al pubblico, o privato) e, così come quest’ultimi, anche i primi sono mezzi di comunicazione del proprio pensiero o anche mezzi di comunicazione di informazioni, ma non entrano (solo in quanto tali) nel concetto di stampa, sia pure in senso ampio, e quindi ad essi non si applicano le limitazioni in tema di sequestro previste dalla norma costituzionale".

Resta da capire come  si orienterà  nei prossimi mesi il legislatore, considerato che a Settembre è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un Disegno di legge a cura degli onorevoli Pecorella e Costa atto a estendere a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa.

 

10 novembre  2009

 

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