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Il ddl sviluppo reintroduce la class action

 

Il ddl sviluppo reintroduce la possibilità per i consumatori e gli utenti dei servizi pubblici di esercitare un’azione collettiva.

L'istituto giuridico della class action era stato introdotto con la Finanziaria 2008 e sarebbe dovuto entrare in vigore a giugno del 2008, ma, dopo il cambio di governo, il nuovo esecutivo decise di rimettere mano alla normativa e stabilì una prima proroga al dicembre 2008, un successivo slittamento al 30 giugno 2009 e con il dl manovra varato la scorsa settimana ha sancito che la nuova disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010.

L’azione legale collettiva è una prassi consolidata negli Stati Uniti, dove un giudice con un’unica sentenza può condannare un’azienda a risarcire i danni a tutti coloro che li hanno subiti, seppure non abbiano preso parte al procedimento.

Negli ordinamenti che non conoscono tale istituto non è possibile estendere gli effetti di una sentenza anche a coloro che si trovano nella medesima situazione di fatto e di diritto di chi è parte in causa poiché ogni singolo danneggiato deve costituirsi nel giudizio affinché il dispositivo produca effetti anche nei suoi confronti.

Ciò comporta il prolificare di processi per le medesime controversie davanti a giudici differenti con la concreta possibilità che le pronunce non siano uniformi.

L’introduzione della class action permette invece di rendere efficace una sentenza nei confronti di una generalità di soggetti determinati (es. gli utenti di un gestore telefonico, i cittadini di un certo territorio), indipendentemente dal fatto che questi abbiano tutti esercitato l’azione davanti al giudice.

In verità, il nostro sistema giuridico conosce già forme di tutela di pluralità di soggetti nell’ambito del diritto amministrativo: imitatamente a tale campo è già riconosciuto valore giuridico ai cosiddetti interessi collettivi, cioè gli interessi non già di un singolo soggetto, bensì di una definita categoria di soggetti (es. associazioni, sindacati, cittadini di un territorio).

L’ambito di applicabilità del nuovo strumento giuridico è, però, notevolmente più ampio e permette la tutela degli interessi di una certa collettività, ogni qual volta si ritengono lesi e in ogni sede.

Tuttavia l’azione di classe  varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l’approvazione del Collegato Sviluppo e l’irretroattività della norma deluderà inevitabilmente le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare i più celebri.

 

10 luglio  2009

 

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