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Il notaio risponde in ogni caso del lavoro dei suoi ausiliari.

 

Il notaio è sempre responsabile nei confronti del cliente, anche quando si avvale dell'aiuto di un collega o di un sostituto per seguire una pratica.

Come ha stabilito la Corte di Cassazione (Sentenza 25 giugno-29 settembre 2009 n. 20825), in caso di sbagli o ritardi la responsabilità ricade sempre sul notaio che ha il rapporto con il cliente.

Nel caso di specie il notaio non seguiva personalmente la pratica affidatagli, ma incaricava all’uopo un suo collega, residente nel luogo di apertura della successione.

Il notaio delegato, però, non presentava nei termini la dichiarazione di successione e tale ritardo comportava, a carico dei clienti, un aggravio degli oneri fiscali da pagare.

I giudici di legittimità, in linea con quanto già affermato in sede di giudizio di appello, hanno rilevato che il rapporto intercorrente tra il notaio e il cliente è assimilabile a quello nascente dal contratto di mandato, ragion per cui il notaio deve adempiere personalmente all’incarico ricevuto.

Qualora, tuttavia, si avvalga dell’opera di terzi, egli è comunque responsabile del cattivo operato o dei ritardi commessi da questi.

Un lavoro eseguito in subordine, infatti, non solleva il titolare del prestazione dal dover risarcire il cliente vittima di disservizi.

"Il rapporto professionale che intercorre fra notaio e cliente - ha precisato la Suprema Corte nelle motivazioni - si inquadra nello schema del mandato in virtù del quale il professionista è tenuto ad eseguire personalmente l'incarico assunto ed è pertanto responsabile ai sensi dell'art. 1228 c.c. dei sostituti e degli ausiliari di cui si avvale, dei quali deve seguire personalmente lo svolgimento dell'opera, con conseguente sua responsabilità esclusiva nei confronti del cliente danneggiato dal tardivo espletamento dell'incarico".

Sotto il profilo sostanziale la decisione è corretta, atteso che anche la normativa sul mandato prevede, tra l’altro, che il mandatario il quale, nell’esecuzione del mandato, sostituisce altri a se stesso, senza esservi autorizzato, risponde dell’operato della persona sostituita.

 

2 novembre  2009

 

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