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Corte UE: tassa sul lusso contraria alle norme comunitarie.

 

L'imposta sugli aeromobili privati e le unità da diporto, che facevano scalo o attraccavano negli aeroporti e nei porti della Sardegna, costituiva una violazione  delle norme comunitarie.

E' quanto ha stabilito la Corte di giustizia europea del Lussemburgo pronunciandosi su impulso della Corte Costituzionale italiana a sua volta adita dal Governo che nel 2008 aveva impugnato la norma regionale.

L'imposta sarda sullo scalo turistico di aeromobili e imbarcazioni sui soggetti con domicilio fiscale fuori regione è per i giudici in contrasto con il principio della libera prestazione dei servizi e costituisce un aiuto di stato.

L’esenzione per i residenti dall'obbligo contributivo si traduce – affermano i giudici europei – in una disparità di trattamento nei confronti dei non residenti.

Se è vero, infatti, che per quanto riguarda le imbarcazioni l'imposta viene applicata alle imprese che operano con o senza remunerazione, nel caso degli aerei la tassa è dovuta dalle imprese che effettuano trasporti senza remunerazione ma comunque per motivi che riguardano la loro attività d'impresa.

La Corte europea rileva che, anche se l'imposta sugli aeromobili non riguarda le prestazioni di trasporto con remunerazione, ciò non implica che essa sia priva di nesso con la libera prestazione dei servizi.

Precisano infatti i giudici che, sebbene, in via di principio, la nozione di servizi, si applichi solo a quelli che sono resi dietro remunerazione, essa include anche la libertà dei destinatari dei servizi di recarsi nello Stato membro nel quale si trova il prestatore per beneficiare di servizi resi da quest’ultimo (quali quelli forniti nei porti e negli aeroporti).

In questo senso lo scalo, soggetto all'imposta, costituisce quindi “un presupposto necessario per la fruizione dei servizi diversi da quello reso senza remunerazione”.

Pertanto per la Corte di giustizia Europea la disparità di trattamento tra residenti e non residenti costituisce una restrizione alla libera circolazione.

La recente Finanziaria 2009 della Regione Sardegna, in linea con un pronuncia (13.02.2008) della Corte Costituzionale italiana che dichiarava parzialmente illegittima la norma, ha comunque già abrogato la tassa.

 

21 novembre 2009

 

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