Studio Legale Associato Caroli Casavola - Coppola

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Il caso fortuito non esclude la responsabilità dei gestori delle autostrade per l’evento.

L'omissione di una misura di

sicurezza sulla rete autostradale

fa scattare la responsabilità della

società di gestione anche quando

il sinistro si è verificato per un mo-

tivo indipendente dall'omissione

stessa.

Lo ha stabilito la terza sezione

civile della Cassazione con la

sentenza n. 2360 del 2 febbraio 2010 secondo la quale il concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute anche se indipendenti dall'omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra dette cause e l’evento, essendo quest'ultimo riconducibile a tutte, tranne che si accerti la esclusiva efficienza causale di una di esse.

In particolare, in riferimento al caso in cui una dalle cause consiste in una omissione, la positiva valutazione sull'istanza del nesso causale tra omissione ed evento presuppone che si accerti che l'azione omessa, se fosse stata compiuta, sarebbe stata idonea ad impedire l’evento danno ovvero a ridurne le conseguenze; e non può esserne esclusa l’efficienza soltanto perché sia incerto il suo grado di incidenza causale.

Nel caso in esame, i giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dalla vedova di un automobilista che chiedeva di essere risarcita dall'Ente autostradale per i danni subiti in conseguenza della morte del congiunto.

Quest'ultimo, in seguito ad un malore, aveva perso il controllo della propria autovettura, dopo essere uscita dalle sede stradale, era finita in un raccoglitore di acqua piovana posto al lato della carreggiata.

Dopo il cappottamento del mezzo il conducente  era morto per annegamento.

La consorte della vittima contestava alla società di gestione di non aver posto, sul luogo del sinistro, un guard rail ed un'adeguata protezione.

La Cassazione, considerato che agli automobilisti è consentito tenere in autostrada una velocità relativamente elevata, ha rilevato che non poteva essere stato considerato non pericoloso il manufatto per la raccolta dell'acqua nel quale era annegato l’automobilista.

E’ stato quindi disposto un nuovo esame della vicenda invitando il giudice del rinvio a valutare se con l'istallazione di adeguate protezioni potevano essere ridotte le conseguenze del sinistro.

La Suprema Corte ha sottolineato che, qualora l’evento dannoso si ricolleghi a più azioni o omissioni, il problema del concorso della cause trova soluzione nell'art. 41 cod. pen..

 

16 febbraio 2010

 

 

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