Studio Legale Associato Caroli Casavola - Coppola

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Le modifiche alla legge fallimentare previste nella manovra correttiva.

 

Il DL n. 78/2010, contenente la

cosiddetta manovra correttiva,

contempla alcuni provvedimenti in

tema di crisi di impresa, modificando

la legge fallimentare in materia di

concordato preventivo e accordi di

ristrutturazione dei debiti.

In particolare, viene sancito che, in

caso di fallimento, il curatore, entro

15 giorni dalla data di accettazione

dell'incarico, debba provvedere alla

comunicazione dell'intervenuta proce-

dura concorsuale, utilizzando il nuovo

modello di "comunicazione unica", per

consentire l'eventuale insinuazione al passivo.

In caso di inadempimento, le sanzioni già previste per il curatore risultano ora raddoppiate.

Inoltre, la manovra ha introdotto due specifiche disposizioni nella legge fallimentare: l'art. 182 quater, che contiene una disposizione orientata ad agevolare un effettivo accesso al credito da parte delle imprese che si trovino, manifestamente in stato di crisi, ed il comma 6 dell'art. 182 bis, concernente il divieto di inizio o proseguimento delle azioni cautelari o esecutive.

L’art. 182 quater prevede che siano prededucibili, in caso di successivo fallimento, i crediti relativi a prestiti e/o finanziamenti che l’impresa ha ottenuto da parte di banche o intermediari finanziari in esecuzione di un concordato preventivo, di cui agli articoli 160 e seguenti della legge fallimentare, o di un accordo sulla ristrutturazione dei debiti, di cui all'art. 182 bis della medesima legge, purché omologati.

Rientrano in tale tipologia anche i crediti ottenuti per sviluppare la procedura di risanamento («prestiti ponte»), nonché i finanziamenti dei soci, in deroga agli articoli 2467 e 2497 quinquies c.c., nel limite dell'80% del relativo ammontare ed i crediti vantati dai professionisti, per la predisposizione delle perizie necessarie a queste procedure, di cui al comma 3, dell'art. 161 e comma 1, art. 182 bis.

Infine, il nuovo comma 6, dell'art. 182 bis della legge fallimentare, vieta di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive, nel corso delle procedure di concordato preventivo o di accordi di ristrutturazione dei debiti, qualora l'imprenditore abbia presentato una specifica istanza corredata da una dichiarazione attestante la presenza di trattative con i creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti.

 

8 giugno 2010

 

 

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