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Lo Stato membro può vietare i giochi d'azzardo su Internet.

 

Lo Stato membro che vieta

l’offerta di giochi d'azzardo

su Internet non viola la legis-

lazione europea: lo ha riba-

dito il 3 giugno la Corte di

Giustizia dell'Unione europea

con due sentenze sulle

cause Paesi Bassi -

Ladbrokes e Paesi Bassi -

Betfair in materia di monopo-

lio dei giochi e offerta via web.

In una causa che oppone le società di giochi Betfair e Ladbrokes ai Paesi Bassi, lo Hoge Raad der Nederlanden (Corte di cassazione) e il Raad van State (Consiglio di Stato) dei Paesi Bassi avevano interpellato la Corte di giustizia in merito alla compatibilità della normativa olandese sulla politica relativa ai giochi d'azzardo con il diritto dell'Unione europea.

La legge in vigore nei Paesi Bassi vieta, infatti, alle società che operano nel settore dell’organizzazione di scommesse sportive, la possibilità di offrire in modo interattivo giochi d'azzardo via Internet.

La Corte di Giustizia dell’Unione, a riguardo, rileva che restrizioni di questo genere possono essere giustificate in particolare da obiettivi come la tutela dei consumatori, la prevenzione delle frodi ed il contrasto ad una spesa eccessiva dei cittadini collegata al gioco nonché dall'obiettivo della prevenzione di turbative all'ordine sociale.

Al riguardo, spetta ai giudici nazionali verificare se le normative degli Stati membri perseguano veramente questi obiettivi e se le restrizioni imposte non risultino sproporzionate rispetto a detti obiettivi.

Se dovesse risultare, però, che i Paesi Bassi praticano una politica di forte espansione dei giochi allo scopo principale di procurarsi risorse finanziarie, "se ne dovrebbe concludere che tale politica non limita in modo coerente e sistematico" le attività di gioco.

La Corte ha inoltre precisato che, considerata l’assenza di una normativa comunitaria unica in materia di gioco online, uno Stato membro può legittimamente ritenere che il mero fatto che un operatore offra gioco via Internet in un altro Stato membro, conformemente alla legge di quest’ultimo, non rappresenti una garanzia sufficiente di tutela dei consumatori nazionali.

 

4 giugno 2010

 

 

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