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Lo Stato può offrire incentivi economici al medico che prescrive il farmaco meno caro.

 

La Corte di Giustizia Europea, con la

causa C-62/09, ha stabilito che lo Stato

può ricompensare con incentivi finan-

ziari i medici che prescrivono i farmaci

meno costosi ai pazienti.

La questione pregiudiziale è stata sot-

toposta ai giudici di Lussemburgo dalla

Alta Corte di Giustizia dell’Inghilterra e

Galles, che chiedeva se il divieto di

incentivi finanziari contenuto nella diret-

tiva UE 2001/83/CE sui farmaci per

uso umano (che nega la possibilità di influenzare con incentivi finanziari diretti e indiretti le persone autorizzate alla prescrizione dei medicinali) fosse incompatibile con il regime applicato in Inghilterra e nel Galles dove, per ridurre la spesa pubblica in materia di medicinali, le autorità nazionali responsabili della sanità hanno istituito un regime di incentivi finanziari affinché i medici prescrivano ai loro pazienti medicinali meno costosi di altri, appartenenti alla stessa categoria terapeutica.

La Corte europea ha quindi spiegato che “il divieto della direttiva riguarda principalmente le attività di promozione dell'industria farmaceutica ed è diretto ad impedire pratiche promozionali che possano influenzare i medici incitandoli a perseguire un interesse economico al momento della prescrizione dei medicinali.

Tale divieto, invece, non riguarda le autorità nazionali responsabili della sanità pubblica”.

La ratio della diversità di trattamento è individuata nello scopo di lucro perseguito dalle ditte farmaceutiche, a fronte dell'obiettivo di tutela della salute pubblica  proprio delle autorità statali che sono, al tempo stesso, responsabili dell'equilibrio finanziario del sistema sanitario.

Una posizione che, unita al dovere del medico di rispettare il codice deontologico, dovrebbe mettere il paziente al riparo da effetti distorsivi dell'applicazione concreta della disciplina che consente di premiare il medico.

La sostituzione del farmaco può avvenire a condizione che il presidio indicato al paziente faccia parte della stessa categoria di quello assunto in precedenza pur avendo un diverso principio attivo.

Il calcolo degli incentivi economici è correlato al numero delle ricette che modificano il trattamento terapeutico in modo conforme alle indicazioni statali.

Inoltre, a tutela delle ditte farmaceutiche di altri Stati membri, la Corte statuisce il divieto di privilegiare nell'inserimento della lista dei farmaci specificamente designati quelli nazionali anziché quelli prodotti in altri paesi Ue.

La sentenza comunque non si sbilancia sulla possibilità che il premio per la prescrizione del medicinale meno costoso possa costituire un aiuto indiretto dello Stato in favore di alcune società farmaceutiche piuttosto che per altre.

 

27 aprile 2010

 

 

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