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Ristrutturazioni in casa senza Dia.

Non ci sarà più bisogno

della denuncia di inizio at-

tività per gli interventi di ma-

nutenzione straordinaria.

Il 19 marzo 2009 è stato ap-

provato dal Consiglio dei Mini-

stri il decreto-legge sugli incen-

tivi a sostegno dei settori industriali in crisi

La norma prevede interventi in vari settori tra i quali spicca la modifica del testo unico sull'edilizia del 2001.

In base a quanto disposto dal testo unico fino ad oggi per effettuare lavori di ristrutturazione in manutenzione straordinaria in casa propria era necessario presentare all'ufficio tecnico del comune  la denuncia di inizio attività con la firma del responsabile del progetto, il nome dell'azienda incaricata e il documento unico di regolarità contributiva (Durc). 

A seguito della manovra semplificativa  non ci sarà più bisogno di presentare la Dia per manutenzione straordinaria in casa propria purché gli interventi non comportino:

- modifiche alle parti strutturali dell'edificio;

- aumento o diminuzione del numero delle unità immobiliari;

- incremento di superficie o volumetria dell'appartamento.

Il decreto legge liberalizza anche altre attività più specifiche, eliminando l'obbligo della presentazione della Dia per le seguenti opere:

- movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;

- opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni;

- serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola;

- opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di
sosta, che siano contenute entro l'indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale;

- pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno,
a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori delle zone di tipo “A” di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 (centri storici);

- aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo delle aree pertinenziali
degli edifici.

La manovra limita il margine di intervento delle regioni in materia di liberalizzazione dei lavori di manutenzione straordinaria.

Si prevede pertanto una reazione dei governi regionali che già avevano espresso parere contrario in occasione del lancio del piano casa 2009.

La semplificazione - lo ricordiamo - era già stata recentemente oggetto di proposta di legge alla Camera, ed aveva in quella occasione suscitato accese proteste da parte degli ordini professionali di Ingegneri e Architetti.

 

23 marzo 2010

 

 

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