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Tosse e tracheite non autorizzano a togliersi la cintura

 

In tema di violazioni delle norme sulla circolazione stradale, la tracheite acuta e una fortissima tosse non legittimano il conducente dell'auto a non usare le cinture di sicurezza. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza 13071/2009 che ha dato torto a un automobilista che marciava senza il dispositivo di sicurezza perché affetto da tali patologie.

In prima istanza, il Giudice di Pace di Parma aveva dato ragione al conducente del veicolo, riconoscendo la sussistenza dello “stato di necessità” per aver tolto la cintura a causa del "costante bisogno di tossire e di usare il fazzoletto". In sostanza, il giudice di primo grado aveva ritenuto che l’automobilista si era trovato in uno stato di necessità che lo aveva obbligato a commettere la violazione contestagli.

La Cassazione ribaltando il verdetto ha ritenuto che la situazione descritta poteva integrare al massimo una "esigenza di comodità alla guida, visto che il conducente aveva necessità di usare spesso il fazzoletto, " ma non poteva in alcun modo configurare una esimente. Secondo i giudici di Piazza Cavour, infatti, per integrare l'ipotesi di necessità il trasgressore avrebbe dovuto correre un grave rischio per la salute e essere obbligato a mettersi lui stesso al volante.

Infatti, l’esclusione della responsabilità per violazioni amministrative derivante da “stato di necessità”, secondo l’articolo 4 della Legge n.689/81, presuppone un’effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile, oppure l’erronea persuasione, non colpevole, di trovarsi in tale situazione.

In altri termini, con riferimento al caso concreto, non vi sarebbe un errore sul "fatto" in grado di fornire una scriminante bensì sulla "norma" senza però che la sentenza di primo grado prospetti anche una situazione di "inevitabile ignoranza del precetto" da parte del trasgressore.

26 giugno 2009

 

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